Tommaso Nardella

 

Tommaso NardellaSembra opportuno fornire qualche notizia sui suoi molteplici interessi e sulle sue molteplici attività di studioso.E’ quasi automatico, anche per la passione che lo infervorava quando ne parlava, associare Tommaso Nardella al brigantaggio postunitario ed ai suoi protagonisti sammarchesi: Recchiemuzze, Lu Zambre, Nicandrone ed altri.Egli, però, ha prodotto studi fondamentali, per restare nell’ambito di San Marco, su Stignano, insieme a Pasquale Soccio, e sulla badia nullius di San Giovanni in Lamis. E, a proposito di San Giovanni in Lamis, forse pochi sanno che il principale documento che riguarda l’abbazia è stato reperito da lui (la copia in suo possesso, finora, è l’unica conosciuta): si tratta di una settecentesca allegazione forense, che rivendica il regio patronato, di Natale Maria Cimaglia, personaggio poliedrico, nativo di Vieste, cui ha dedicato una monografia, possedendone le principali opere.Anche altri documenti fondamentali per la storia della nostra città sono parte del suo patrimonio librario ed archivistico, da lui sempre messo a disposizione per la conoscenza del nostro passato: infatti, ha pubblicato, tra l’altro, corredandoli di preziose e ricche annotazioni ed introduzioni, il diario di Marco Centola, quello di Giuseppe Tardio, nonché documenti riguardanti chiese e confraternite, mentre ha curato la riedizione della storia di San Marco di Leonardo Giuliani.Inoltre, tutto il materiale da lui posseduto (allegazioni, necrologi, libri. ecc.) riguardante il Gargano è confluito nei Repertori Bibliografici per la storia del Gargano, unitamente a quello della Biblioteca del Convento di San Matteo, di cui era attivo collaboratore (si tratta di oltre 1500 titoli).A lui si devono le prime ricerche, ad esempio, su Francesca De Carolis o sulla Croce della scuola di Nicola di Guardiagrele che si trova nella Collegiata, così come a lui si deve la pubblicazione di numeroso materiale fotografico.

I suoi interessi di storico e ricercatore, però, non si limitavano a San Marco. Tommaso Nardella ha prodotto studi fondamentali sulla storia economica della Capitanata e soprattutto, ha raccolto materiale rarissimo sulle vicende demaniali. Anzi, posso testimoniare che il demanio, con le usurpazioni che lo hanno riguardato e con le tragedie umane di braccialie cafoni ad esso connesse, era la vera passione di Masino, anche perché contribuiva alla comprensione del brigantaggio.

Egli, infatti, riusciva sempre a cogliere, dietro le carte vecchie, sottratte a polvere e topi nelle soffitte che ripuliva con grande gioia di schizzinosi proprietari, gli uomini in carne, ossa e sangue (da convinto liberale, consentitemi la parentesi, comprendeva bene il senso delle lotte di persone come Francesco Paolo Borazio, suo intimo amico socialista, che gli riferiva, nell’immediato dopoguerra, di lavoratori in corteo in Corso Matteotti con l’espressione “nerecheia la cuzzama”, per significare l’imponenza di quelle manifestazioni di piazza).

Ma, Tommaso Nardella è stato anche organizzatore di eventi culturali di grande importanza. A lui si devono, infatti, la prima mostra bibliografica sul Gargano nel 1967, ed importanti convegni di studi, di cui ha curato la pubblicazione degli atti, su Antonio Salandra, lo statista nativo di Troia protagonista dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, e su Luigi Zuppetta. Allo stesso modo, a lui si deve la mostra ed il catalogo degli scritti di Angelo Ciavarella, nostro concittadino, direttore per lungo tempo della Biblioteca Palatina di Parma e fondatore del Museo Bodoni sull’arte tipografica. Inoltre, è stato determinate nella preparazione e nello svolgimento di convegni su San Matteo e la sua storia, sul “fuoco sacro”, sull’archeologia del Gargano, cui hanno partecipato antropologi del calibro di Alfonso Maria Di Nola, di Lombardi Satriani e storici della levatura di Alfonso Scirocco e Tommaso Pedio, di cui era amico e corrispondente.

Insomma, Tommaso Nardella è ancora tutto da scoprire e la sua opera è ancora tutta da valutare e apprezzare.

Giuseppe Soccio

 Pubblicato: mercoledì, 09 ottobre 2013 (1.746 letture)
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